Ricetta del Salento
Agnello e pesce di pasta di mandorla
A Lecce a Pasqua si regala l'agnello, a Natale il pesce. Sono di pasta di mandorla, modellati a mano o in uno stampo, con un ripieno che cambia da famiglia a famiglia.
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La tradizione
Il dolce è registrato tra i prodotti tradizionali pugliesi come «pesce e agnello di pasta di mandorla» (PAT Puglia n. 264). La scheda è una delle poche che dichiara una proporzione, e la scrive a parole: «si macinano le mandorle con un uguale quantitativo di zucchero». Uno a uno, la stessa base della nostra pasta di mandorla.
Le forme hanno un significato: l'agnello è il simbolo pasquale, il pesce quello cristiano delle feste di dicembre. Nelle pasticcerie salentine si trovano dalla Quaresima e dall'Immacolata; in casa si fanno grandi, da tagliare a fette a fine pranzo.
Agnello o pesce di pasta di mandorla leccese
Ingredienti
Pasta di mandorla
- 400 g farina di mandorle pelate
- 400 g zucchero a velo
- 60 g acqua
- scorza di 1 limone non trattato
Ripieno
- 250 g faldacchiera, perata o marmellata soda
- 50 g gocce di cioccolato fondente (facoltative)
Decorazione
- 1 albume
- 150 g zucchero a velo per la ghiaccia
- confettini argentati, un'uvetta o un chicco di caffè per l'occhio
Procedimento
- Porta a bollore acqua e zucchero a velo in un pentolino e cuoci per un minuto, finché lo zucchero è sciolto del tutto.
- Spegni, aggiungi la farina di mandorle e la scorza e mescola fino a quando la massa si stacca dalle pareti.
- Rovescia su un piano di marmo o su carta forno e lavora con le mani, appena tiepida, finché è liscia ed elastica.
- Dividi l'impasto in due parti, una un po' più grande. Stendi la più grande a 1 cm di spessore su carta forno e ritaglia la sagoma dell'agnello o del pesce, oppure fodera uno stampo spolverato di zucchero a velo.
- Distribuisci il ripieno al centro, lasciando 2 cm di bordo libero.
- Copri con l'altra parte stesa e sigilla i bordi premendo con le dita.
- Modella i dettagli con il dorso di un coltello: vello a riccioli per l'agnello, squame a mezzaluna per il pesce.
- Monta l'albume con lo zucchero a velo fino a una ghiaccia densa e decora con un cornetto di carta. Lascia asciugare una notte a temperatura ambiente.
Note
La pasta è cotta sul fuoco, non in forno: è la versione che tiene meglio la forma. Senza stampo, disegna la sagoma su un cartoncino, ritagliala e usala come guida col coltello. Si conserva una settimana sotto una campana, al fresco.
I ripieni
- Faldacchiera. Una crema densa di tuorli e zucchero cotta a bagnomaria, parente della faldacchea di Turi (PAT Puglia n. 223). Per un dolce da 1 kg: 4 tuorli, 80 g di zucchero, 2 cucchiai di liquore o di acqua; si cuoce mescolando finché vela il cucchiaio, poi si raffredda.
- Perata. Marmellata densa di pere, la più tradizionale a Lecce. In alternativa cotognata o marmellata di albicocche ben soda.
- Gocce di cioccolato fondente. La versione moderna, da sole o mescolate alla marmellata.
Qualunque sia il ripieno, deve essere freddo e asciutto: se è liquido inumidisce la pasta e il dolce si deforma.